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La riabilitazione del pavimento pelvico.

La riabilitazione del pavimento pelvico.

La riabilitazione del pavimento pelvico

Riabilitazione del pavimento pelvico

Le disfunzioni del pavimento pelvico sono implicate in una vasta gamma di problematiche di tipo urologico, ginecologico, colon-proctologico e algico. Esse hanno un’incidenza non trascurabile e un notevole impatto sulla qualità di vita sociale, psicologica e sessuale. Per il loro trattamento è fondamentale la collaborazione tra le varie figure specialistiche, al fine di operare le scelte migliori tra le opzioni farmacologiche, riabilitative e chirurgiche variamente associate.

L’intervento sulle disfunzioni sfintero-perineali deve essere soprattutto preventivo. In particolare, occorrono accurati controlli nei periodi più a rischio (gravidanza, post-parto, menopausa, prolungato allettamento, ridotta attività fisica, invecchiamento, ecc.).

L’attività del pavimento pelvico è correlata ad una serie di strutture e funzioni osteo-articolari e muscolo-ligamentose (in particolar modo del cingolo pelvico e del rachide), oltre che alla dinamica respiratoria.

L’ipovalidità e il rilassamento del piano perineale sono spesso legati al deficit trasmissivo addomino-uretrale in occasione di aumenti pressori intra-addominali. L’unica reale possibilità di ovviare a questo deficit funzionale è rappresentata dalla contrazione attiva, migliorabile con un trattamento di rinforzo specifico dei muscoli perineali.

La riabilitazione del pavimento pelvico  e la chirurgia uroginecologiche non devono essere alternative, ma elettive e spesso complementari. Il protocollo chinesiterapico nelle disfunzioni perineali si rivolge alla singola persona nella sua globalità, valuta tutte le disfunzioni associate all’incontinenza e si articola in fasi sequenziali:

  1. presa di coscienza della regione perineale
  2. eliminazione delle sinergie agoniste e soprattutto antagoniste
  3. training muscolare dell’elevatore dell’ano
  4. automatizzazione dell’attività muscolare perineale in concomitanza agli stress delle attività della vita quotidiana.

Tale protocollo (che utilizza in modo variamente combinato differenti modalità terapeutiche) deve comunque essere preceduto da un’adeguata informazione ed educazione delle pazienti sulla patologia/disfunzione in atto e dalla puntualizzazione e condivisione del percorso riabilitativo e delle finalità del trattamento.

Occuparsi della salute pelvi-perineale maschile e femminile significa predisporre piani di prevenzione in tutte le fasi in cui avvengono cambiamenti di tipo fisico, psicologico e sociale.

Recenti studi epidemiologici hanno stimato che in Italia oltre 3 milioni di adulti soffre di incontinenza urinaria (< 65 anni: 2-3% nel sesso maschile e 10% nel sesso femminile; >65 anni: 15-16% in entrambi i sessi).

In sintesi, la rieducazione perineale (insieme di tecniche specifiche non chirurgiche e non farmacologiche) è efficace a raggiungere l’obiettivo di:

  • prevenzione e/o terapia delle turbe della statica pelvica
  • prevenzione e/o terapia dell’incontinenza urinaria
  • prevenzione e recupero della funzione ano-rettale, miglioramento della vita sessuale.

Tra i vantaggi della rieducazione perineale sono da elencarsi la relativa semplicità, il basso costo, l’assenza di effetti collaterali.

I principali interventi in rieducazione perineale sono effettuati per: a) incontinenza urinaria femminile e maschile; b) preparazione a prostatectomia e riabilitazione post-prostatectomia; c) counseling nei corsi di preparazione al parto; d) postumi di interventi colon proctologici, ginecologici (ad es. prolasso o per neoplasie) e apparato urinario; e) dolore pelvico cronico; f) stipsi o incontinenza fecale.
I trattamenti consistono principalmente in: a) kinesiterapia mirata e personalizzata; b) elettrostimolazione per rinforzo muscolare selettivo per il pavimento pelvico anteriore e/o posteriore; c) biofeedback; d) stimolazione nervo tibiale (SANS); e) fisioterapia strumentale antalgica.