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La gestione del familiare con decadimento cognitivo durante l’emergenza Covid-19

La gestione del familiare con decadimento cognitivo durante l’emergenza Covid-19

Dott.ssa Alessandra Calabrò

Come gestire al meglio un nostro familiare con decadimento cognitivo durante l'emergenza Covid-19: i consigli della dott.ssa Alessandra Calabrò.


La situazione emergenziale che ci stiamo trovando a vivere ha stravolto la quotidianità di ognuno di noi, richiedendo lo sviluppo di strategie di coping e capacità di adattamento. Le attuali disposizioni del governo ci impongono di rimanere a casa, limitare al massimo le uscite ed evitare i contatti: a pagare il prezzo più alto di questa quotidianità stravolta, sono soprattutto le persone fragili, affette da altre patologie, e tra questi coloro che presentano un progressivo decadimento delle funzioni cognitive.

Per questi soggetti, alla complessità della situazione attuale si può sommare la difficoltà nel comprendere quanto stia accadendo, il disorientamento, l’agitazione psico-motoria, le difficoltà comportamentali e la deflessione del tono dell’umore.

Come affrontare quindi le lunghe giornate a casa se si convive con un familiare che presenta problematiche legate al decadimento cognitivo?

Come gestire un familiare durante il Covid-19

Per prima cosa, è opportuno creare un ambiente il più possibile sereno, costruttivo e collaborativo. Inoltre, è importante programmare le attività e riuscire a mantenere una scansione simile di tutte le giornate, creando una nuova routine: ciò vuol dire fissare e rispettare per esempio gli orari delle attività, dei pasti e del riposo. A tal proposito può essere utile aiutare il familiare a pianificare come trascorrere il proprio tempo, utilizzando eventualmente dei promemoria o un’agenda per stimolare e aiutare la persona a provvedere, per esempio, al proprio igiene personale e alla cura del proprio aspetto.

Può però essere difficile trascorrere la giornata in casa, pertanto è importante impegnare il tempo con attività che la persona possa trovare piacevoli, significative e appropriate al livello di declino cognitivo, non dimenticando di concedersi delle pause. Stimolare e impegnare il proprio caro durante le ore diurne è importante, inoltre, al fine di favorire un buon riposo notturno ed evitare quindi frequenti risvegli caratterizzati da irrequietezza e disorientamento.

Restare a casa non deve però coincidere con l’isolamento sociale: perciò si suggerisce, se possibile, di mantenere le abitudini adattandole alla nuova condizione, utilizzando anche risorse telefoniche e telematiche (letture, giochi, video incontri con familiari e amici).

Leggere

Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/libri-lettura-pagine-1149959/

Si consiglia di svolgere tali occupazioni in ambienti con luminosità adeguata in quanto in questo modo sarà più semplice anche ridurre l’eventuale comparsa di sintomi che, in alcune persone affette da decadimento cognitivo, spesso si manifestano dall’ora del tramonto in avanti come lo stato confusionale e l’agitazione psico-motoria; inoltre di fronte a questa nuova quotidianità è importante creare un ambiente sicuro all’interno del proprio domicilio. Per farlo è opportuno eliminare o spostare gli ostacoli presenti, come tappeti, cavi elettrici o tutto ciò che può aumentare il rischio di caduta o trauma.

Spesso chi soffre di una forma di demenza è infatti soggetto a wandering, cioè al vagabondaggio. Questi pazienti possono girare per la propria abitazione senza avere uno scopo preciso in mente e senza prestare attenzione agli eventuali ostacoli presenti.

Alcuni semplici consigli da adottare in questi giorni

  • Come spiegare al proprio caro la situazione attuale? Per valutare se sia necessario informarlo circa la situazione attuale è bene domandarsi se sarebbe in grado di comprendere pienamente ciò che sta accadendo. Nel caso in cui si abbiano dei dubbi circa la reale capacità di comprensione, basterà condividere qualche informazione generale, senza entrare nei dettagli, al fine di motivare il cambio di routine e nello stesso tempo evitando di innescare emozioni negative, agitazione o paure.
  • Chiunque presenti un decadimento cognitivo potrebbe non riuscire ad adottare tutte le misure necessarie a proteggersi: potrebbe per esempio non ricordare le norme igieniche e comportamentali importanti al fine di evitare il contagio da Covid-19, pertanto potrebbe essere utile condividere o accompagnare il proprio caro durante l’igiene personale (ad es. lavare le mani insieme) o posizionare un poster con il disegno dell’attività vicino al lavandino come promemoria.
  • Può accadere che il soggetto abbia sintomi quali mal di gola, dolori, febbricola ma non sia in grado di comunicarlo. Uno stato di malessere fisico o di dolore può però essere manifestato mediante una comunicazione non verbale, in particolare attraverso il comportamento. Presta attenzione a espressioni di dolore e irrequietezza, ed in caso si manifestino, misura la febbre. Se superiore a 37,5° contatta il tuo Medico di famiglia.
  • È importante che l’esercizio e il movimento fisico rientrino tra le attività quotidiane, al fine di apportare benefici mentali, fisici ed emotivi. Sono sufficienti anche semplici esercizi fisici, una passeggiata nel giardino di casa o negli spazi più ampi della propria abitazione.
  • Svolgi insieme al tuo caro attività ludiche e ricreative che possano stimolare le sue abilità cognitive: guardare fotografie vecchie o vecchi ritagli di giornale con informazioni che possano rievocare qualche ricordo, cantate insieme canzoni conosciute, cucinate i piatti preferiti.
  • Non interrompere o introdurre modifiche alla posologia della terapia farmacologica in atto, senza prima aver consultato il medico curante.
  • Infine, cerca di dimostrare il tuo affetto mediante una vicinanza emotiva piuttosto che fisica, al fine di ridurre le probabilità di contagio all’interno del nucleo familiare. In caso di difficoltà o avversione da parte del tuo caro, usa toni calmi e pacati e spiega cosa si sta facendo, nell’attesa di tornare presto a condividere il tempo insieme all’aria aperta.

Dott.ssa Alessandra Calabrò